Storia delle auto ad aria compressa
Non si puo’ dire che l’uso di aria compressa come vettore di energia e mezzo di locomozione sia una tecnica sviluppatasi di recente. In realtà, i primi tentativi di quello che un giorno sarebbe diventato un’auto unzionante ad aria compressa compaiono già alla fine del XIX secolo, con la comparsa delle prime locomotive pneumatiche. Addirittura, due secoli prima, sembra che Denis Papin avesse già avuto l’idea di utilizzare aria compressa (Royal Society London, 1687).

Nel 1872, il motore Mekarski è stato utilizzato per il trasporto urbano, sottoforma di un pistone a fase unica. Rappresenta un importante progresso nel settore dei motori pneumatici per il suo utilizzo avanguardista della termoninamica, che proponeva il riscaldamento dell’aria tramite serbatoi di acqua bollente, cio’ che aumentava il suo livello di autonomia tra una carica e l’altra. Molte locomotive sono state costruite in tal modo, e si sono potute inaugurare numerose linee regolari ( la prima a Nantes nel 1879 ). Nel 1892, Robert Hardie invento’ un nuovo sistema di riscaldamento che consentiva al tempo stesso di aumentare l’autonomia del motore.
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Si dovette attendere sino al 1896 perchè Hoadley-Knight introducesse la prima locomotiva per il trasporto urbano. Per farlo, si baso’ sul principio che, trattenendo aria in un motore, si allungava il tempo di assorbimento del calore, che aumentava l’autonomia. Per questa ragione venne introdotto il motore a due fasi.

Charles B Hodges sarà sempre ricordato come il vero padre del principio dell’aria compressa applicato alle macchine. Fu il primo ad inventare non soltanto una macchina dotata di motore ad aria compressa , ma in grado di riscuotere anche un vero successo commerciale. La società H.K. Porter di Pittsburg ha venduto centinaia di veicoli dello stesso tipo all’industria mineraria dell’Est degli Stati Uniti grazie alla sicurezza garantita da questo sistema propulsivo cosi’ utilizzato. Più tardi, nel 1912, il metodo dell’americano fu migliorato dagli europei che aggiunsero una ulteriore fase di espansione al motore ( 3 fasi ).
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Nel gennaio 1932 fu pubblicato quello che sembra si debba ritenere il primo articolo giornalistico su una vettura funzionante ad aria compressa.

La prima locomotiva ibrida, funzionante a diesel e ad aria compressa, compare nel 1930 in Germania. Le pressioni esercitate dall’industria petrolifera nel settore dei trasporti erano tali che questo settore rimase bloccato a ogni ricerca. Dopo la seconda guerra mondiale, il termine « motore ad aria » non è più stato utilizzato nei libri e nei testi che trattavano di aria compressa e di locomotive pneumatiche e , se vi si faceva riferimento, era per presentarli come motori poco affidabili o di scarsa efficacia.

Nel 1979, Terry Miller decise che l’aria compressa rappresentava il sistema perfetto di stoccaggio di energia. Sviluppo’ la Air Car One, la cui fabbricazione costo’ USD 1500, e deposito’ un brevetto. I motori di M. Miller furono la dimostrazione che era possibile costruire una macchina funzionante ad aria compressa, e revetto’ il suo metodo nel 1983 (US4370857 ).
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